venerdì 10 settembre 2010

Voluttuoso

Sentirlo oggi è stato strano. La linea internet non funziona ancora e
da qualche giorno ho il grosso dubbio che il problema sia il mio
modem. La cosa sarebbe semplice da verificare, mi basterebbe provare
con un secondo modem. E io lo avrei, se non l'avessi prestato mesi e
mesi fa a Simone che peraltro non ha mai utilizzato. Così da alcuni
giorni mi capita di desiderare una sua chiamata. Perchè non lo chiamo
direttamente io? Innanzitutto non voglio che pensi che lo stia
cercando perchè mosso da chissà quali sentimenti romantici e secondo
perchè non vorrei prenderlo nel momento sbagliato. E lui di momenti
sbagliati ne ha spesso e volentieri.
Oggi ha chiamato e tra le prime cose che gli dico è che mi serve il
famoso modem. Lui invece mi dice che l'altra sera è stato bellissimo
che quando dorme accanto a lei pensa spesso a me e dice di aver fatto
un grosso errore a mettersi con lei... insomma le solite cose trite e
ritrite nell'immaginario collettivo dell'ex che sembra riprovarci con
te. Abbiamo parlato di molte cose, tutte stupide e superficiali, di
videogiochi, di come mettere a posto una rete internet, del sesso,
della storia con la sua Viviana e della nostra storia e "non troverò
mai più un ragazzo come te Carlo", "anche se non mi credi, io con te
stavo davvero bene, non come adesso con lei", "pernsavo che stando con
una donna avrei risolto il mio problema di accettazione" e bla bla...
ma vaffanculo! Lo dico qua, che il mio corpo non è affatto d'accordo e
sente già di desiderarlo. Vaffanculo! Che due palle! E ritornano le
stupidissime idee che "se lui non avesse" questo e quell'altro,
sarebbe l'uomo perfetto per me. Uffi, che palle! E se davvero era
l'uomo per me non doveva avere tutti sti stronzi di problemi, non
avrebbe dovuto fare il percussionista, ma un cazzo di lavoro più
normale e più equilibrato. Farò leva su una orrenda immagine di lui.
Penserò che se si è rifatto sentire è solo perchè gli ho detto quanto
guadagno con un corso che dura solo un mese, che sa di potermi piegare
con la sua bellezza in un attimo, perchè è uno scroccone, un parassita
mantenuto, un'approfittatore. Ecco, devo vederlo sotto quest'ottica,
l'unica che mi permette di non sfracellarmi immediatamente in uno
stupido sentimento smelenso e patetico: l'innamoramento!

martedì 7 settembre 2010

Senza di me

Forse è stato troppo, ieri notte ci siamo spinti più in là del solito.
Ok, può succedere che in discoteca dopo aver bevuto qualche cocktail e
qualche shot ti ritrovi a baciare una tua amica o un tuo amico. Magari
accompagni il tutto con una forte palpata alla coscia o al sedere,
così in simpatia. Può pure succedere che in periodo di magra finisci
pure nel letto dell'altro tuo amico gay, senza che questo cambi nulla
nel vostro rapporto. Ma ieri?
Ci siamo trovati a casa mia per fare una cena leggera e caricarci per
la serata a Bolzano nell'unica discoteca arcobaleno del Trentino.
Chiamiamo pure per farci mettere in lista e ci rispondono che la
discoteca è ancora in chiusura estiva, che stanno ancora lavorando per
la nuova location e che l'apertura è spostata agli inizi di Ottobre.
Nonostante questo non demordiamo l'idea di andare a Bolzano,
d'altronde Trento non offre assolutamente nulla, ma sopratutto facendo
un rapido giro nelle vie del centro, non vi è alcuna massa stimolante
di ragazzi carini. Davvero, io mi deprimo se tutt'attorno mi ritrovo
in una selva di anonimi, se poi sono anonimi brutti e senza alcun
senso d'abbinamento nel vestiario, è la morte mia. A Bolzano la musica
è di tutt'altro tono.
Dopo due bottiglie di vino decidiamo di partire e in un ora siamo
fuori dal parcheggio vicino a Piazza Walter. E d'un tratto possiamo
tranquillamente dimenticare di trovarci in una regione lontana mille
miglia da realtà molto più vive come Padova, Bologna, Milano. A me e
ai miei amici ci pare di venir catapultati nuovamente agli anni
universitari passati fuori casa. Mi sembra quasi possibile una vita
normale e la scimmia urlatrice che mi dice di andarmene dal Trentino
per qualche ora si acquieta.
Alla fine del nostro tragitto tra i bar ci fermiamo nel bar gay che
sta in Via dei cappuccini. Posto carino e tranquillo, buoni i
cocktail, mentre la clientela si dimostra poco interessante, tranne un
ragazzo con la barbetta che se ne sta solo al banco a bere il suo
cocktail rosso. Prima di andarcene mi avvicino a lui e con la scusa di
farmi spiegare la strada per una discoteca attacco bottone. Le prime
cinque parole filano lisce poi comincia a balbettare. Il mio amico,
che dopo l'ennesimo sorso al mio mojito è fuori come un melone,
comincia a ridergli in faccia in maniera sguaiata, non riesce a
trattenersi dalle risate e ride così tanto da farsi diventare tutta la
testa rossa. Fortuna che il tutto passa solo per uno scoppio
inconsulto di un ubriaco e così evitiamo la figura di merda.
Ovviamente dopo averci spiegato la strada, salutiamo e tempo quindici
passi scoppiamo a ridere in mezzo al silenzio della via. Sì, siamo dei
bastardi e non abbiamo proprio nulla in più degli altri, però dopo che
vedi un tipo carino al bancone da solo, con l'aria del "bello e
dannato" e ti decidi infine di avvicinarlo e scopri che la sua voce è
del tutto fuori dal viaggio mentale che ti eri fatto, un po' ci
rimani.
Nuova meta: il Rise. Si balla, si beve, si torna a casa, si va a
dormire. Tutti a casa mia. Tutti in camera mia. Esattamente non
ricordo quando è scattata la cosa, stavo mettendo il copriletto, lei
si era messa più comoda, si era messa gli occhiali. Lui è rimasto in
mutande, inerme. Stavo ancora vestito quando mi sono sdraiato di
traverso occupando entrambi i letti. Naturalmente mi sono trovato
davanti alla parte anatomica di lui più interessante. Era già
eccitato? le mutande se le è tolte da solo? Ho qualche buco su questi
particolari, ricordo però di essermelo trovato in bocca e di aver
chiesto a lei di farci vedere come fa e in caso ricevere consigli.
Piccolo buco di memoria. Probabilmente io che le lecco la bernarda e
le metto qualche dito in culo. Buco di memoria. Gli metto il
profilattico e poi via, lei che gode e lo vuole un po' ovunque, in
culo, non so. Mi dice pure che sono stronzo perché non partecipo, anzi
no, perché non la scopo. Ed effettivamente la scusa dell'essere gay
con l'altro sotto di lei a questo punto non regge molto. Buco di
memoria. Io che faccio venire lui, lei che si fa da sola. Fin.
Il giorno dopo sonnecchio quando sento la mia amica lasciare
l'appartamento e andarsene con un flebile "ciao". Io sono ancora
abbracciato a lui e ne approfittiamo per farci di nuovo, ma anche
stavolta io non vengo, mi accontento che sia solo lui. Due volte.
Perché mi capita di fare così? Di portarmi a letto qualcuno e non
lasciarmi andare fino in fondo? Ma sopratutto: che cazzo! Nel senso di
acciderbola e non dell'attributo. Per quanto stia cercando di andare
oltre all'orgetta di sabato e cerchi pure in scrittura di dargli poca
importanza, il mio piccolo, debole e stracciato senso morale in questo
momento sta arricciando decisamente il naso, tanto che ho paura di
trovarmi la faccia rivoltata all'insù(e percheccavolo "all'insu" me lo
da come errore, mentre con l'accento no?). Sarà un'altro di quegli
eventi che sembrano dover avere un seguito mentre invece si
sgonfieranno lasciandoci solo il ricordo. Un po' come l'aver fatto
sesso con il mio ex: certi eventi succedono senza aver per forza un
senso di continuità con tutto il resto... o no?

mercoledì 1 settembre 2010

Di notte tutti i gatti sono bigi

Simone è malato e rimane malato. Questa è una premessa che voglio fare a scanso di equivoci e ripeto per l'ennesima volta che ogni domanda sulla faccenda malattia sarà bellamente ignorata: non voglio parlare degli affari degli altri, ma solo dei miei cazzi.
Domenica, nel tardo pomeriggio, ricevo una chiamata, è Simone, il ragazzo con cui sono stato per più di tre anni. Mi aveva mollato verso fine Giugno, quando ancora stavo in Germania. Ho pianto per un giorno e poi mi sono ripreso. So già che la ferita verrà dimenticata tra un anno, ciò non vuol dire che smetterò di divertirmi o di tenere aperto il mio cuore. Semplicemente il mio inconscio è abituato alla presenza dell'idea, del pensiero di Simone.
Dicevamo, domenica ricevo una sua chiamata, l'avevo già sentito in settimana e ci eravamo messi d'accordo di vederci un giorno, così per salutarci e magari fare una partita col computer. Lo avevo invitato anche di rimanere da me qualche giorno, visto che i miei sono partiti per la Sardegna lasciandomi solo per 2 settimane. No, non pensate ad un disperato tentativo di riavvicinamento perché vi sbagliereste di grosso. Vero, ci sono state altre volte in cui ci siamo mollati per poi finire nuovamente insieme, ma non questa volta.
Torniamo alla chiamata. Mi dice che passava da me la sera, ma che sarebbe dovuto partire la mattina seguente. Non c'è problema, gli rispondo. Vado a prenderlo in stazione per le nove. A casa naturalmente mi faccio tutti i preparativi e le passerelle davanti allo specchio per risultare il miglior Carlo. D'altronde la dieta e la palestra casalinga avrebbero dovuto pur servire a qualcosa. Se a Mykonos non avevano apprezzato qui a Trento, vista la media della popolazione, avrei di certo fatto una buona impressione. Aggiungete che l'ultima volta che ci eravamo visti (all'incirca era Marzo) avevo quattro kili in più e nessuna libbra di muscolo, il minimo che potevo pretendere era un "minchia quanto sei dimagrito!" o almeno un "ti vedo in forma"(e 'sti cazzi!).
Arrivati a casa, ci mettiamo comodi in cucina e accendiamo il primo cannone, intanto io inforno una pizza. Lui non ha fame. Mi dice che ha caldo e se mi scoccia che si tolga la maglietta. Comincia il gioco. Lo conosco molto bene e credo voglia stuzzicarmi solo per vedere quanto maniaco sono. Gli gioco la stessa carta "allora non ti dispiacerà se me la tolgo pure io". Ah, quanto adoro la sua vita fine! Per non parlare della sua altezza(la regola della L è la più sopravvalutata e fuorviante che conosco!) e quei muscoli appena accennati per cui impazzisco. Ma mi do' un contegno, faccio qualche apprezzamento e lui ricambia. Almeno so di non fargli schifo. Si mette a parlare della sua partner(è al femminile, sì -domande sulla sua condizione non avranno risposta-) e dopo qualche minuto riceve proprio una sua chiamata. Mette il viva voce di modo che io posso sentirla. Strabuzzo gli occhi e sono colto da conati di vomito, la ragazza dice cose talmente riprovevoli al mio orecchio che non trattengo neanche per un secondo l'istinto di alzarmi e correre in stanza a sfogare l'orticaria. No, non era gelosia la mia, ma quando ho a che fare con donne patetiche che dicono cose patetiche io schizzo. Cos'è una donna patetica? Una che dice al proprio ragazzo che è tutta la sua vita, che piange perché non è lì con lei... wreeeek! Anche solo il ricordare mi fa tornare il pelo ritto dal fastidio. A donne del genere solitamente fracasso la testa con insulti e rimproveri. Odio profondamente questi comportamenti annullanti la propria personalità e dimostrazione di codardia! Simone mi ha inseguito per le stanze divertito. "Capisci con chi ho a che fare? in cosa mi sono imbarcato?". Io non rispondo, ma passiamo alla seconda canna e la pizza è finita. Il vino in tavola intanto è già arrivato ad essere quasi finito. Tiro fuori del buonissimo roast-beef e questa volta Simone non fa i complimenti. Mi permetto di passargli una mano scherzosa dietro la sua spalla, poi mi alzo e vado ad accendere la radio. La canna fa decisamente effetto e comincio a sentire la bocca anestetizzata e intanto si rolla la terza e ultima. La finiamo e a quel punto propongo di andarcene a vedere un film in camera mia. Lui mi fa che è troppo cotto e che per un momento vorrebbe sdraiarsi. "Vai tranquillo, non c'è problema". Occupa il mio letto, mi dà le spalle e quanto adoro la linea della sua schiena. Inizialmente me ne sto sulla sedia del computer, poi faccio partire il film e gli chiedo se posso mettermi anch'io sul letto. "Vai tranquillo, non c'è problema". Gli metto di nuovo le mani sulle spalle, gli chiedo se gli dà fastidio, ma dice che gli piacciono i miei massaggi. Scivolo con le dita lungo la colonna vertebrale fino a toccargli l'intera fascia dei fianchi e gli vedo la bocca aprirsi ad un piccolo gemito. Mi rimetto a massaggiargli la schiena, poi dietro il collo ed è evidente il suo godimento. "Sono senza forze". Ok, mi butto sul togliergli le braghe con la scusa di farlo sentire più comodo, lui resiste a parole per pochi secondi, poi mi sfuggono i palmi sul suo morbidissimo sedere e no vi è più alcuna resistenza. Giochiamo così ancora un po', con lui che dice che non dovrebbe, che gliel'ha promesso. Conosco bene il suo corpo, quali sono i suoi punti più sensibili e in un attimo scioglie le promesse e gli sfilo le mutande.
Ok, se vado avanti diventa un racconto porno, quindi mi fermo qui con la descrizione della nottata(anche perché scrivo dalla biblioteca di Trento e non vorrei proprio eccitarmi qui in mezzo agli studentelli universitari).
Ah, è stata davvero una bella scopata, fatta con passione e lui ha urlato divinamente. Sì, io trovo enorme soddisfazione ed eccitamento nel far godere l'altro e lo metto senza tante false cerimonie tra i miei pregi, anche se magari ad un colloquio di lavoro non sarebbe proprio opportuno appuntarlo tra le mie caratteristiche. Il giorno dopo mi ripete di volermi bene e di avermi pensato spesso. Io lo fermo, dicendogli che non deve farsi idee sbagliate, che no voglio tornare con lui anche se gli voglio molto bene. Mi chiede se ci rivedremo, gli dico di sì, è inteso che non passerà poco tempo. Sento dal profondo che ci vedremo davvero fra moltissimo tempo e questi miei sentori non si sbagliano. Non ho il cuore ferito e l'incontro mi è servito per capire meglio la sua situazione. So con certezza che non torneremo indietro e non lo biasimo affatto per le decisioni che ha preso ultimamente, gli auguro davvero che riesca ad essere felice in qualche modo. E io mi auguro sinceramente di trovare qualcuno come lui, ma senza tutti i suoi problemi.

lunedì 30 agosto 2010

Uomini a letto

Continua la mia assenza di velocità e sono costretto a scrivere il mio
blog inviando delle mail. Mi sento ribollire dentro. Il prossimo
lunedì inizia un altro corso di informatica, questa volta si protrarrà
fino a metà ottobre e anche se le ore a mia disposizione saranno
maggiori, il numero di giorni lavorativi saranno meno: solo tre giorni
a settimana e per otto ore ogni giorno. Poveri allievi! E io vorrei
tanto prepararmi come si deve, arricchendo ulteriormente le lezioni,
ma senza internet non posso far altro che ripigliare le cose già
fatte. E questo è il primo tassello di stress.
In banca, dopo mail supplicanti ai miei debitori, sono riuscito con
oggi a tornare su con il conto di ben 80€. Stare in tali ristrettezze,
con le prossime settimane in cui dovrò pagarmi i pranzi fuori casa e a
fine mese l'abbonamento del tram, aggiunge un'altro grosso tassello di
stress. Non sono un taccagno o un avido con i soldi, ma schizzo in
paranoia se comincio a stare sotto i 200€ sopratutto non sapendo
quando tale valore è destinato a lievitare. La cosa che aggiunge
scazzo e quindi stress, è il fatto che la cara agenzia mi deve ancora
pagare lavori fatti in Dicembre, seguiti dai mesi da gennaio a
febbraio. Non sto parlando di grandissime somme(2500€ in totale) o
perlomeno non grandi per un'azienda che con un corso ne piglia 70-80
mila(e probabilmente per i soli corsi da 40 ore)! E mi incazzo ancora
di più quando alle mie mail di sollecitazione non vengo cagato manco
pe' ù cazz', anche se probabilmente prima di mandargli un altra mail
dovrei controllare nuovamente il mio conto in banca, cosa che avrei
già fatto se non fosse per i problemi di linea(ancora scazzo).
Arriviamo agli uomini. Innanzitutto trovo strano, ma lo addebito al
periodo, che da quando sono tornato dalla Germania, ovvero da poco
meno di due mesi, mi senta come se fossi a digiuno di uomini da anni.
Strano perché è una sensazione che mi accompagna tutt'ora e davvero
non ha senso d'esistere! Ho già parlato del marocchino bianco senza
permesso di soggiorno che mi sono fatto una sera, aggiungiamo poi i
tre greci a Mykonos e poi ancora Dino, di cui ho parlato davvero poco,
ma con il quale sono finito a letto. Son già cinque e in tempi record
per il sottoscritto. Mai ho fatto così in fretta a passare da un
ragazzo all'altro. La mia storica media era di 1 ogni quattro mesi,
salvo restando quando ci ricamavo dietro una storia sentimentale per
cui il periodo si allungava di altri 4 mesi con la stessa persona.
Sarà che lo spirito della zoccola si deve rifare dei miei tre anni e
passa di monogamia, ma cinque in due mesi e neppure sentirli mi lascia
un po' sconcertato. Non per la cosa in sé, ma più pensando a me nel
passato. Che la mia sessualità con l'età si sia assuefatta e abbisogni
di un maggior movimento? Certo che se questo è il movimento devo
pensare di essere regredito con i gusti o il mio sesso è diventato più
sfacciato portandomi a lidi finora evitati. Di cosa sto parlando? Mi
era ancora capitato di farmi un ragazzo "in carne", solo una volta, ma
quattro di seguito mi sembra esagerato.
Avevo parlato della mia tattica di evitare la mia naturale propensione
verso i tipi loschi, aggirando il mio approccio istintuale utilizzando
il mezzo delle chat. Mi sembrava che come ragionamento non facesse una
piega. Tolto l'iniziale contatto visivo/fisico, mi sarei prima
accertato di non avere a che fare con un drogato, alcolizzato,
scroccone, approfittatore, mascalzone, maniaco depressivo con
complessi d'inferiorità, bugiardo, traditore e puritano del sesso;
superata questa fase era fatta, avrei trovato il mio prossimo ragazzo.
Probabilmente la mia lucidità latitava dopo la rottura con Simone, ma
ero davvero convinto che bastasse così poco per fare andare bene una
storia. Così scelgo Dino. Parliamo tanto. Universitario abruzzese che
vuole concludere qui a Trento la specialistica. Ha la mia età e non
mostra particolari segni di pazzia. E quindi andiamo a casa sua. E lo
vedo. Le foto non gli rendono giustizia. Ho già detto che non è
propriamente grasso, piuttosto grosso. Come dire che io non sono
propriamente gay, piuttosto un filantropo del cazzo, dove "il cazzo" è
il soggetto della mia ricerca. Probabilmente questi miei studi non mi
hanno fatto desistere dallo sperimentare come poteva essere stare con
Dino. Abbiamo passato tre sere/mattine insieme. Nell'ultima, di
ritorno dall'isola mikoniana, lo invito a casa mia. Gli preparo dei
piatti niente male per non avere nulla in ripostiglio. Proviamo a
guardare "Marie Antoniette", lui si addormenta all'incirca una dozzina
di volte e ad ogni suo risveglio è un ricominciare il film dall'ultima
scena vista. La serata così partita alle nove prosegue così
all'incirca fino alle due, dove, finalmente rassegnati, ci lasciamo
andare alle braccia di Hypnos. Io e lui nel mio letto, vogliamo
parlarne? Dino ha inoltre un piccolo disturbo di notte. Russa. Per
carità, non ho affatto il sonno leggero e davvero le mie orecchie
hanno perso un sacco di sensibilità a causa della mia mania di farmi
fare il solletico in discoteca dai sub-woofer, ma lui russa peggio di
mia madre. E roba che lo potrebbero denunciare pure i vicini. Fatto
sta che inizialmente ci addormentiamo insieme, lui sta nel lato
interno che sono premuroso e non vorrei mai che volasse per terra a
causa di un movimento involontario del mio inconscio. Poi alle tre, mi
sveglio dal richiamo delle tigri del bengala. Apro gli occhi
spaventato e il mio sguardo, l'intero mio raggio d'azione visivo, è
occluso dalla sua faccia. Gli occhi chiusi, la bocca a "o", ho davanti
a me una versione in scala 1:1 delle statuine della Thun. In quel
preciso momento finalmente il mio cervello si sblocca dal black-out
post delusione amorosa. "Carlo, va bene tutto, ma adesso, questo,
proprio no, cioè, lui no", è così che lentamente sguscio via e
m'abbarbico in soggiorno.
Il giorno dopo gli preparo un'altro pranzo succulento con le poche
cose che ho in casa(e la cipolla salva qualunque piatto), parliamo
ancora un po', del fatto che il 31 ha un esame e che quindi non ci si
vedrà molto. Colgo questo come un segno di aspettare fino a che abbia
fatto l'esame, onde evitargli stress inutile, prima di parlargli del
mio risveglio dell'intelletto. Lo so, sono una faccia da culo e
stronzo, ma davvero non mi sembrava il momento più adatto. Prometto
che ai primi di settembre lo chiamo per vedersi un pomeriggio e
parlare.
Ed ora ci sarebbe da parlare di Simone che è passato a salutarmi ieri
sera, esattamente il giorno dopo che i miei erano partiti per la
Sardegna. Magari domani...

venerdì 27 agosto 2010

Navigare stando fermi

Fantastico, sto provando l'ebrezza di non avere internet per una
intera settimana e speriamo non per molto di più! Da quando sono
tornato dalle vacanze la mia linea ha deciso di fare una drastica
dieta e ciucciarsi poco più di 2 Kb/s. Per lo meno posso sapere quali
dei miei siti è veramente leggero. Innanzitutto la mia posta
elettronica in versione Html(grazie google!), il mio blog(anche se per
scriverci devo mandargli una mail) e forse il Reader(no, il reader non
va). Ad ogni modo vediamo di raccontare la seconda metà di Mykonos.
Dopo i soliti pomeriggi passati in spiaggia, una visita al più grande
sito archeologico d'Europa(l'isola di Delos, dove ho potuto provare
l'ebrezza di scalare le gradinate che m'accompagnavano ai diversi
templi fino a giungere a quello di Zeus gridando "Fulmine di Pegasus")
e maledire quel bastardo che m'ha fottuto la fotocamera(privandomi
oltretutto delle foto ricordo di tutti i figaccioni che avrei
gentilmente condiviso con il mondo intero), dopo una nottata
trasformata in mattinata passata al Cavo Paradiso(bella discoteca dove
tutt'ora le mie orecchie cercano invano di riprendersi) e le decine di
shots a poco prezzo(come dice Bridget Jones, "almeno arrivati ai
trenta sopporto bene l'alcool"), saltando le varie scampagnate per le
terre brulle, lo stupendo territorio avido del verde ma ricco di
asperità, passerei a parlare del mercoledì zoccoleggiante.
Innanzitutto menzione speciale a Gigi che alla notizia della serata
non ha mosso ciglio e ha voluto accompagnarmi, appoggiando in pieno i
miei intenti. Insomma come avrebbe fatto con un qualsiasi altro
ragazzo. Sì, sinceramente mi aspettavo qualche resistenza,
considerando qualche episodio della nostra vita in comune a Verona.
Arriviamo al Pierro's dopo aver bevuto otto Corona al Minimarket
appoggiati al muretto di fronte ai nostri appartamenti che mi fa molto
vittoriano, ma in realtà parliamo di una stanza di 4 metri per 3, due
letti e due finestrelle simili a fughe del bagno che danno diretti
alla strada. Sullo sfondo parte l'intero album remixato di Lady Gaga e
capisco che le probabilità di trovare davvero qualcuno d'interessante
o che m'ispiri sia a livello del mare. Confido nella mia grande
voglia, oppure negli aumenti di gradi alcolici nel mio sangue per
farmi andare qualche impersonificazione piuttosto stereotipata del
gay.
A parte trovare la solita amica che mi butta addosso il suo pupillo
frocetto nell'intento di vincere la sua(falsa) timidezza, da cui
guadagno solo uno sguardo di timore(la mia barba per nulla curata non
è quella del bear e quindi non ricopro alcuno specifico ruolo
nell'immaginaria scala sociale delle fate), intorno non scorgo alcuno
sguardo che possa rivelare un solo lontanissimo interesse. Esco dal
locale, guardo da fuori l'intera situazione, Gigi mi saluta perché si
è fatto tardi e lui è stanco. Il Pierro's si svuota, mi ritrovo con
qualche decina di euro in meno e mille interrogativi e ancora tanta,
tanta voglia. Da qualche parte avevo letto di una chiesetta con
funzione cruising sull'isoletta. Mi dirigo verso quella più probabile
e la trovo piuttosto affollata. Tutti sono seduti ad aspettare, ma
nessuno sembra avvicinarsi l'uno all'altro. Mi ricorda la classica
fermata dell'autobus vicina al parco, dove le vecchine stanno a
braccia conserte dandosi qualche pacchettina al cappotto grigio mentre
sparlottano dei passanti. Mi metto seduto sul bordo e aspetto. La
gente siede più in là o passa avanti. Ho la pazienza di un toro, dopo
cinque minuti mi alzo, vado nel primo bar e ordino un blowjob. Il
barista mi fa: "Il blowjob lo faccio io a te o tu a me?", non capisco
e dico WHAT?, mi ripete la battuta, mi faccio due risate e gli chiedo
dov'è il bagno. Pago, torno alla chiesette, cambio posto, scegliendomi
un piccolo spiazzo dove mi sdraio. Mi addormento. Ripensandoci, non
capisco perché non ho insistito con il barista.
Passa del tempo e il mio sonno, attento ad ogni suono o movimento
diverso dal normale, mi sveglia alla presenza di un ragazzo che si
avvicina nella mia direzione. Mi sorride, io mi tiro su, lui mi tende
la mano e io l'accolgo. Sono mezzo addormentato, vedo il suo viso, mi
sembra carino, la chiesetta si deve essere svuotata. Non indago
ulteriormente sulla bellezza del ragazzo, vince lo spirito della
zoccola.
Parliamo un po' in inglese(che mi gasa un sacco, perché è una lingua
che non ho mai fatto alle scuole, ma l'ho imparato a forza di
videogiochi, musica, programmi per il computer e internet), lui è
greco, è arrivato a Mykonos da un giorno ed è in albergo con un amico.
Mi chiede se mi disturba la cosa, gli rispondo di no e mi raccomando
solo di non fare troppo baccano perché probabilmente l'altro sta
dormendo. Gli faccio ok. Arriviamo al suo albergo. E che albergo!
Piscina interna, lettini matrimoniali tutt'intorno, i faretti che
fanno tanto film americano e finalmente raggiungiamo l'appartamento.
Sì, perché altro che stanza d'albergo! Aperta la porta veniamo accolti
dal condizionatore e da un balcone con vista sul Mar Egeo. Do' uno
sguardo al letto, un matrimoniale occupato già da due persone. Una
addormentata, l'altra invece si avvicina a noi. Il ragazzo che mi
accompagna si chiama Babi e parla con il secondo in greco. Non ci
capisco nulla, ma mi ritrovo prima sui lettini esterni a fare del
sesso, poi in piscina(un freddo assurdo) e infine a fare un pompino
sul balcone vista mare a Ghiorgos(è la pronuncia del nome, come si
scriva lo dovrete chiedere a chi conosce il greco). Infine ci mettiamo
nel lettone che tiene tranquillamente tutti i nostri corpi. Il terzo
finalmente si sveglia e inizia un battibecco con Babi, io mi
raggomitolo su Ghiorgios facendo il tenerone e l'innocente chiedendo
se c'è qualche problema e che non vorrei creare casini. Il ragazzo mi
dice di non preoccuparmi e mi accarezza la testa dicendo di dormire.
Io mi stringo a lui e completo la scenetta da paraculo.
Il terzo deve chiamarsi Mikael e deve essere il ragazzo di Babi,
credo. Ad ogni modo, in una decina di minuti il tizio si è
tranquillizzato e si rimette a letto. E ricomincia il giochetto.
Ghiorgos va a dormire fuori mentre io mi occupo nuovamente di Babi con
Mikael. Soddisfatto Babi che va a farsi una doccia rimango solo con
Mikael e via di nuovo. Instancabile Carletto! E poi di nuovo Babi
fuori dalla doccia e infine vengo pure io.
Ora si può dormire, con le luci del sole che ricamano il giorno dietro le tende.
Dopo qualche ora mi sveglio, ricordo di avere con Gigi l'ultimo
appuntamento in spiaggia. I ragazzi cercano in tutti i modi di
rallentare la mia andata, mi portano brioche calde salate e dolci, mi
portano al buffet dell'albergo(gli inservienti salutano senza colpo
ferire), dove nonostante le mille leccornie mi limito ad un succo
preso a caso(naturalmente prendo l'unico che mi fa schifo: il
pompelmo) e Babi tenta in tutti i modi di avere il mio numero di
telefono. Naturalmente gli propongo di darmi il suo convincendolo che
lo richiamerò io, ma non subito perché così è più divertente.
Alle 11 e mezza riesco a raggiungere la pensione. Fuori ad aspettarmi
c'è Gigi con la sigaretta in bocca "Giusto in tempo!".

martedì 17 agosto 2010

Lettere da Mykonos

Abbiamo ormai superato la metà della vacanza. Ho fatto il mio primo volo in aereo e sono ancora vivo. Pensavo che avrei avuto molta più paura e invece nulla. Anzi ero molto eccitato, tanto da far sorridere un signore che ci sedeva accanto. Riesco ancora, nonostante l'età, ad entusiasmarmi proprio come un ragazzino, inoltre ci aggiungo tutti gli stati di meraviglia filosofica e incantata. E capisco di più quelle frasi già fatte, sdoganate come sproloqui, l'uomo ha fatto passi da gigante o guarda cosa è riuscito a fare l'uomo e tutti gli Osanna alla scienza e alle sue conquiste.
Scesi ci ha accolto il caldo e il territorio della Grecia. E Gigi ha cominciato a sbarellare, preoccupato per il troppo caldo e le notti da trascorrere in tenda. Preoccupato che in un camping le piazzole non fossero protette da alberi o tendoni. Così dopo una breve incazzatura da parte mia ci "accordiamo" per una stanza a 37€ a notte. Buona idea? Non so, stare attaccato alla città e a 20 minuti dalle spiagge... contando il fatto che ieri sono entrati a rubarci il portafoglio e la mia(per la seconda volta) macchina digitale... che palle! Avevo già fatto 200 foto fichissime! Che rabbia, non tanto per la macchina ma per le foto favolose fatte. Cazzo!
Vita gaya ce n'è, ma finora non ne ho preso parte. Sì, ci sono le zone nudisti/gay e due bar dichiaratamente froce(e ad insaputa del mio amico lo continuavo a portare in vicinanze di queste spiaggette), ma non capisco perché dovrebbe essere considerata una delle mete LGBT questa Mykonos: misteri del marketing! Mercoledì voglio provare comunque a buttarmi in queste zone rosse. Gigi? Credo che rimarrà a casa. Per quanto non abbia problemi, credo che vedermi all'azione(o vedere altri all'azione) sarebbe chiedere troppo. Oltretutto sembra che ai gay abbiano alzato il livello di tolleranza. Ovvero: se vedo nei pressi di una calletta rocciosa due tizi che si fanno un raspone(un pompino) non mi scandalizzo più di tanto, figurarsi i nudisti. Invece per il "mondo" etero queste cose toccano nel profondo valori quali la dignità, il rispetto, etc. Mi domando se prima di accorgermi fata pure io non fossi così attento al senso del pudore... insomma, la checca casa e chiesa esiste? sarà sullo stesso livello di esiste l'amicizia fra uomo e donna(esclusi i gay)?
Già la prima sera siamo usciti a sbaraccare e verso fine corsa siamo riusciti a recuperare sessanta eurozzi d'erba e un albanese originario dell'Inghilterra(ovvero, lui si è spacciato per inglese, ma gli albanesi parlano l'italiano tutti allo stesso modo e lui non è che si sforzasse tanto per camuffare il suo accento), naturalmente tacciato successivamente di averci rubato il portafoglio e la digitale(i pregiudizi son proprio una brutta cosa). Abbiamo fatto pure amicizia con due milanesi(donne) che ci hanno provato prepotentemente con Gigi. Così siamo riusciti a farci dare la macchina per raggiungere qualche spiaggetta sconosciuta dell'isola. Due ragazze della nostra età, piene di soldi e pronte ad aprirsi. Dopo la prima sera passata insieme in discoteca non si sono fatte più vedere, chissà perché... In tre anni che venivano a Mykonos, mai una una volta hanno provato ad esplorare l'isola oltre alle solite tappe turistiche. Noi invece le abbiamo subito portate ad una spiaggetta tranquilla, bellissima e calma. Mi sa che l'idea che ci eravamo fatti io e Gigi dell'isola e della vacanza, meno caotica e meno fashion di come in realtà è, fosse distante dai desideri delle due milanesi. Ad ogni modo, l'isola p completamente invasa da italiani, sopratutto di napoletani. E con loro in giro fatico a distinguere gli etero dai gay. Per il mondo gay qui a Mykonos non è stato sufficiente dimagrire e le lampados, se non sei fichissimo e con la tartaruga non ti caga nessuno. O almeno in spiaggia. Certo poi avere accanto Gigi non mi semplifica le cose. In moti penseranno che siamo una coppia, oppure, dato che lui è più prestante del sottoscritto(più abbronzato, più magro, più palestrato, più alto, ...) le occhiate sono tutte dirette verso lui -maledetto!-. Mercoledì lo ripeto, proverò da solo a infilarmi dentro qualche bel posto dove avviluppare le mie brame verso le spalle di qualche bell'adone.

lunedì 9 agosto 2010

Faul

Venerdì si parte!
Ma vediamo che ho fatto la scorsa settimana. Niente di particolare, ho fatto una giornata in ufficio e visto come è andata la prima volta mi hanno reclutato per altre tre giornate. Non è cosa di cui essere particolarmente felici o orgogliosi, soprattutto considerando il fatto che sono giornate che non vengono affatto pagate... spero non diventi un abitudine. Almeno che per questi servizietti non velocizzino di molto le pratiche di pagamento. Ecco, magari per questo potrei anche concedermi. Appena avrò del tempo libero mi metterò a cercare un lavoro un po' più seriamente. E per fare ciò non devo fare chissà cosa, finora posso sostanzialmente dire di non averlo cercato. Mi ci sono trovato dentro a questi corsi anti-crisi, ma davvero non ho idea di quanto la festa possa durare, di più mi chiedo quanto posso sopportare sta cosa dell'essere pagati dopo mesi e mesi. Voglio dire, quanto mi è effettivamente vantaggioso questo lavoro? Certo, il compenso è molto alto(dai 67€ agli 85€ l'ora, lordi), ma se ti pagano una volta ogni sei mesi e solo della metà del compenso non è che mi faccia molta differenza con un lavoro qualsiasi, anzi ci rimetto! E io ho tanta voglia di andarmene fuori dalle balle dalla casa dei miei genitori. Trovo quasi raccapricciante l'essere ancora nella mia cameretta da semi-adolescente. Dovrei forse aspettare di aver comprato una mia macchina? Potrei risparmiare fino a raggiungere i 18mila necessari per coronare il mio sogno di avere una fottutissima Mini. La adoro e sembra che Trento e qualunque altro posto in cui metto piede sia invada dalla loro presenza: la voglio!! D'altronde me lo merito no? Scegliete voi il motivo per il quale.
Questo ultimo fine settimana è stato esilarante, ma da quando sono tornato e mi sono mollato con Simone non ce n'è uno che sia passato nell'anonimato. Siamo stati alla discoteca al Lido e complice anche l'Alessandra che è venuta a trovarmi, ho bevuto un po' più del solito(mezzo litro e più di lambrusco, mezzo di birra, 3 rum e pera, 3 mojito...). In discoteca suonava la musica funky anni '80 ed è stato decisamente festone. Che poi non so come sono finito a fare lo spettacolo a tre sulla pista, quello dove io, Michele e Lorenza ci passiamo slimonamenti violenti l'uno con l'altro. E chissà come avevamo il butta fuori dietro le nostre spalle, non so se voleva aggiungersi pure lui o assicurarsi che non scadessimo in qualcosa di peggio. Ma chissà poi perché in queste occasione mi sento di stuzzicare la Lori con certi gesti. Mi hanno detto che mancava poco che la possedessi sul divanetto. E non c'è stato nessuno che ha chiamato la polizia per interromperci. Lo trovo un po' strano. Voglio dire, si sente tanto di gay ammoniti di qua e di là di comportarsi in maniera "sconveniente", ma se poi una coppia "etero" fa le stesse cose e anzi osa di più, nessuno che alzi la mano. Chiamiamola ipocrisia, ma non accontentiamoci. Poi ho incontrato gli amici di mio fratello, ma non ricordo affatto cosa gli ho detto. So solo che deve essere stata una torta di parecchie decine di minuti, tanto che Ale si è preoccupata che non stessi per fare casini nel locale e ad un certo punto Michele mi ha portato via da loro. Mah... ad ogni modo sembra non abbia detto nulla di offensivo alla fine, solo lo sguardo degli amici di mio fratello era un po' stralunato, ma può vuol dire un sacco di cose, no?
Di ritorno a casa(siamo arrivati verso le 5, il che a Trento è come aver vinto la lotteria nazionale) dopo secoli sono andato in bagno a vomitare. Non mi succedeva dalla prima metà degli anni 20(i miei, non di Cristo). Fatto sta che il giorno dopo la Lorenza mi scrive "Ho dormito di un male... neanche quattro ore... mi hai fatto venire una voglia assurda... se un po' cattivo con me...", possibile che sia talmente all'antica da sentire ancora tutti gli strascichi di un'orgoglio maschile? Su certe cose sono davvero ancora troppo immaturo e ridicolo.