giovedì 1 settembre 2011

Il bilancere

Dovrei fare un riepilogo della mia situazione.
Sono tornato da Bonn più di un anno fa e l'intero ecosistema che ho intorno è cambiato. Sono stato lasciato, sono partito per la Grecia, non ho fatto altro che uscire cercando un pretesto per scopare con chiunque. Ho lasciato fare. Al lavoro mi sono consolidato come docente di informatica e tuttofare in segreteria, ho sviluppato la conoscenza dei progetti finanziati sulla formazione e ho dimostrato la mia validità, competenza, responsabilità e disponibilità. Vito Volpe, il capo della società mi ha chiesto e quasi costretto a partecipare ad un master che tutti i suoi collaboratori devono fare. Io neanche mi rendo conto di quello che sto maturando, del bagaglio. Sembra che abbia un bel percorso alle spalle e nanche me ne rendo conto.
Da Settembre (2010) sto con W, una persona normale, senza problemi di dipendenza o altre cose gravi. Sto insieme ad una persona che ha un lavoro, un'appartamento di proprietà ed è economicamente autonomo.
Con il 2011 finalmente anch'io prendo una paga regolare ogni mese, ho aperto partita iva e quando dovrò pagare l'Inps e anticipare il 92% della stessa per l'anno seguente mi verrà male, ma almeno gestisco i miei soldi. A dire il vero, sotto questo punto di vista, mi sembra di avere meno possibilità di spendere rispetto a quando ero universitario e guadagnavo soldi solo nei fine settimana come cameriere. Come caspio è possibile che se un tempo 400€ era essere ricchi e ora che ne piglio 1100€ scarsi mi sembra sempre di essere alla canna? Secondo me è questione di percezione, perchè a pensarci non mi sembra di farmi mancare granché.
Tornando al topic.
Ho organizzato delle vacanze, con la macchina usciamo e ci facciamo dei giri dove scatto moltissime foto con  la mia nuova macchina fotografica regalata a Natale da W. Per le feste il mio ragazzo è invitato a casa, pure dalla nonna!
Ora sto cercando di allargare il mio campo lavorativo anche all'ambito di cui si occupa l'associazione di W, nella pratica in questo ultimo mese passo il mio tempo nell'ufficio di W: con la scusa di occuparmi di progettistica dò una mano dove serve e m'immergo nell'ambiente. Se riuscissi a mantenere il lavoro a Trento e consolidare un posto pure qui a Bolzano sarebbe magnifico, innanzitutto perché significherebbe poter non stare a Trento quando di lavoro non ce n'è, cosa che invece ho fatto per l'intero anno, secondo perchè qui mi fanno contratti fuori dalla partita iva, quindi è un guadagno netto e di cui non devo preoccuparmi di dover pagare sovratasse e menate varie. Probabilmente con i soldi guadagnati prenderò un commercialista, almeno di non scoprire come compilare l'Unico senza rimetterci la sanità mentale.
A breve dovrò occuparmi quindi di 4 bandi per W, un corso di informatica a Trento, i Voucher di cui però so poco e nulla, infine di un corso a Bolzano per cui io farò il tutor. Solo il corso di Trento e quello di Bolzano dovrebbero darmi un ricavo netto di 8mila, ovvero circa sette mesi di paga, ora speriamo che i prossimi mesi e il 2012 portino anche altre attività, altrimenti dovrò incasinarmi ancora di più trovandomi un terzo impiego, magari potrei cominciare facendo il patentino di tedesco.
E i miei sentimenti? Avevo detto che l'anima sarebbe stata spezzata e il cuore non avrebbe più pompato altro sangue. Sicuramente qualcosa è cambiato, forse quell'amore ha finito d'esistere, mi sembra di aver perso la tempesta, un pezzo d'adolescenza, non so, forse è il mio animo che invece diffida di uno stato in cui non vi sono struggimenti e feroci, infernali, languide sofferenze.

venerdì 19 agosto 2011

Che lavoro?

No, non credo ci siano problemi, semplicemente sono in ufficio e ho già concluso il mio lavoro. In realtà ho perso un sacco di tempo controllando tutti i feed, facendo ricerche su ssd, continuando a seguire famelicamente il gamescon di Cologna per sbavare su ogni informazione riferita a Guild Wars 2. Per quanto sono impegnati nell'emergenza profughi, hanno pochissimo tempo per stare dietro al mio operato. Comunque è imbarazzante. Forse io sono un po' troppo pignolo e precisino, seppure chiamerei queste mie "fisse" solo con il termine "professionalità", ma vedo loro colleghi in balia del nulla cosmico che probabilmente pervade le loro menti, non hanno alcuna organizzazione sistematica, direi metodo, fanno le cose alla rinfusa e alla carlona. Poi c'è chi ce la fa e non perde pezzi per strada, questo ci sta bene. Purtroppo non è la maggior parte. Molti mi danno l'impressione di ragazzini alle prime armi, senza idea di quel che fanno o di quello che lasciano dietro di sè, ai propri colleghi che dovrebbero continuare il lavoro dell'altro. Voglio dire, come fa un responsabile di struttura mollare tutto per andarsene in vacanza senza lasciare nulla, neanche un'istruzione, delle carte, delle indicazioni su come mandar avanti il proprio lavoro. La cosa che mi colpisce poi è come la gente menta prima di andarsene o agli incontri villantando di aver fatto questo e quello, mentre invece non è stato fatto nulla, del come se la prendano comoda, ma qui se il lavoro non viene fatto si rimane tutti a casa. Caspio è tanto difficile capire che il mantenimento dell'azienda vuol anche dire il mantenimento del proprio lavoro? che non basta dirsi, bene ho il mio bel contratto a tempo indeterminato e mò non mi preoccupo di nulla? certo per un paio di anni lo puoi anche fare, ma a lungo andare è una tattica che ti si ritorce contro. Non solo fai danno a te stesso e all'azienda, ma puire agli altri!
W mi ha detto che dovrei intervenire di più, solo che mi pare di dover correre su un treno in corsa e più che a delle soluzioni, purtroppo, riesco a pensare solo a come sarebbe stato se prima non avessero fatto questo o quello, a come caspio si fa a dare responsabilità a certa gente, magari promuoverla e passargli un contratto a tempo indeterminato per poi tenersi una carcassa d'ostacolo!
Non so molto di gestione di strutture e di personale, ascolto e cerco di capire le azioni intraprese, la soluzione che invece a me si forma sempre più chiara è "bisogna comunicare di più"!
Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poiché ha la certezza che il suo pensiero può modificare la vita, la sua vita comincia a mutare. Poiché è sicuro che incontrerà l'amore, l'amore compare.
Di tanto in tanto si sente deluso. A volte si addolora.
E allora sente i commenti: "Come è ingenuo!"
Ma il guerriero sa che ne vale il prezzo. Per ogni sconfitta, ha due conquiste a suo favore.
Tutti coloro che credono lo sanno.

venerdì 12 agosto 2011

Living in a Rich World

Ok, decisametne quando non scrivo è perchè le cose vanno bene. Certo potrei essere un po' più magro e avere una paga più alta, ma decisamente la mia vita non ha nulla da invidiare ad altri. Mi sento ricco, anche se non ho la casa grandissima, ma ho un'appartamento con un letto, un bagno, un soggiorno e una cucina dove abbiamo sistemato l'arredo con cose piacevoli e che danno stile e personalità al nostro ambiente. Ho rinnovato il PC, la play 3 sta sotto al televisore da 40", tengo ancora la mia collezione di dvd e Blue-ray, compro le serie tv che più mi appassionano. Nei fine settimana possiamo organizzarci viaggi e andare a dormire in hotel fuori, ho fatto delle vere vacanze, cazzo sono stato pure a Madrid, Firenze, Roma e già abbiamo in mente un viaggio in Francia. E ancora tantissime alter cose. Io mi sento ricco, non mi serve una villa o una nuova macchina o l'ultimo ritrovato tecnologico. Mi basta pure sapere di poter andare una volta al mese al ristorante a festeggiare il nostro mesiversario e io mi sento ricco. Di cosa mai dovrei lamentarmi? Forse di me stesso, potrei e vorrei faer qualcosa di più per W. Sì mi sento un po' inferiore e probabilmente per questo divento un po' isterico. Voglio fare qualcosa di più.

martedì 5 luglio 2011

A little bit

Scrivo poco, ho rari attacchi d'isteria, davvero, mi sa che sto cambiando. La mia storia con W procede bene, mi accorgo che per la prima volta ho qualcuno accanto che si prende cura di me. Amare ed essere amati. Sono un pesce semplice e facile, W mi sembra davvero tutto. Sono meravigliato da come stiamo con-vivendo le nostre vite e le nostre esperienze. Ho trovato una persona accanto a cui piace guidare (l'auto) e a me piace viaggiare. Siamo stati a Madrid, ma anche a Bergamo, a Cattolica (da Gigi, finalmente!), a Innsbruck, a Milano (per il Master per Esperti in processi di Formazione), a Firenze e caspita siamo "solo" al nono mese! Ci rendiamo conto che ha passato il Natale con la mia famiglia e a Pasqua addirittura è stato al pranzo con mia nonna?! Una casa, una macchina, il computer, la Play3, un sistema audio niente male, uno schermo da 40" e un buon lavoro. Internet è un po' lento a casa, ma ho tutto. Sono finalmente riuscito ad organizzare una vacanza seria con il mio moroso: è incredibile, sono davvero meraviglaito! E le uscite la sera a cena? Non devo pagare sempre e solo io! Davvero un netto salto di qualità rispetto a qualunque storia del passato! Son tutte cose normali? Io sono estasiato da tutta questa "normalità". E sta capitando a me.
Al lavoro, con Ismo, non sto facendo nulla, finito il periodo di controllo, sto cazzeggiando a più non posso. La paga è misera, in realtà sono i compensi che ho accumulato dall'anno scorso. Sì, non mi stanno pagando nulla in più per ciò che faccio in ufficio. Non è corretto, chiaro. Se non ci fosse null'altro da fare qui fuori mi andrebbe pure bene, ma da W ho una buona proposta per lavorare nella sua società in un ruolo niente male, visto che si tratta di controllo e gestione di progetti. Niente più Partita Iva, avrei un contratto che mi permetterebbe di prendere più dei 1000 euri di adesso. Mi ha pure parlato di benefit, come il cellulare aziendale! E intanto io sto cercando di capire quale lavoro voglio fare. Il docente di informatica per adulti? Troppo palloso. In ufficio a fare ordine e compilare carte per la Provincia? Non ci penso neanche. Scrittore? Eh, magari! Sarebbe faticoso, ma sai che goduria! Mi piace l'idea di sforzarsi a creare mondi e azioni, personaggi e relazioni, storie e conseguenze, interrelazioni di vite. Sì e dare al tutto un ordine, u'armonia grammaticale, di suono e di narrazione. NARRAZIONE. Caspita, credo sia proprio un mio desiderio. Devo stabilirmi un tempo e uno spazio per coltivare sta passione che ho abbandonato da parecchio, anche se i personaggi sono ancora lì, tesi nel mio animo al movimento, a costruirsi vicende, a desiderare, a raggiungere il loro obiettivo, a seguire e tirare il filo della loro storia.
Divago, la smetto. Ci vediamo!

mercoledì 11 maggio 2011

Ahi!

Sarà che ho poco da fare o una gran voglia di non fare, però per passatempo mi metto a mettere in discussionela mia vita. A lavoro ad esempio sto dando uno stop deciso a questo percorso da formatore. Più o meno. In realtà sono solo poco convinto sul fare un master di formazione. Non è voglia di mettersi in gioco? Semplicemente mi sento svogliato? mi sono rotto le palle di mettermi dietro a studiare? Probabilmente se non richiedesse tutto questo impegno(doversi trasferire una settimana al mese a Milano, spendere quindi soldi per il trasporto e il cibo perchè per l'alloggio si presta per fortuna una mia collega), se fosse tutto spesato e mi permettesse di tornarmene a casa mia ogni giorno, lo frequenterei senza tanto pensarci. Dimostro che in fondo sono un ragazzino viziato, una pappamolla. Forse il problema è la linearità della mia vita. Cioè, non che abbia passato l'esistenza senza grossi tumulti, però erano tutti abbastanza gestibili. Ok, ho avuto delle storie complicate, ma appunto, le cose fuori dall'ordinario provengono tutte dagli individui che ho incontrato. Cosa ho fatto in fondo io da essere raccontato? In adolescenza ho fatto l'adolescenza rompendo i colgioni a tutti su valori e morale, poi ho costretto i miei a trovare un modo per farmi frequentare l'università a Verona, quindi la mia coinquilina mi ha trovato un lavoro. Finito l'università sono tornato dai miei e ho cominciato un corso di management in PMI perchè me l'ha proposto una mia ex-collega d'università. Finito questo, l'agenzia che faceva il corso, mi ha preso come tutor di informatica, nel perodo di magra me ne sono andato all'estero con il progetto della provincia e appena tornato mi hanno dato le docenze di informatica. Ora sto in ufficio ad aiutare con la segreteria. Tutto lineare, o per meglio dire, dove posso leggere il mio progetto. Sono una serie di opportunità che mi sono capitate e che io non ho dovuto fare altro che coglierle. Erano lì a portata di mano e io non ho fatto altro che tenderla un pochettino per acchiapparle. Sì, anche questo master in formazione è un'opportunità che addirittura sarebbe a costo zero... quasi a zero... Ecco forse mi sono abituato alle opportunità a costo zero e ora che ne avrei una in cui dovrei metterci un minimo del mio, mi ritiro perchè troppo oneroso.
Questo potrebbe essere un sentimento.
La scusa che invece ufficialmente adduco e su cui ho fatto partire un'azione finanziata dalla provincia, è che visti i tanti diversi ruoli ricoperti nel così breve arco di tempo e poichè sto ricevendo pressioni affinchè mi sposti con il lavoro a Bolzano con un ruolo più sociale e amminsitrativo, in testa ho la necessità di fare chiarezza su cosa voglio fare davvero. Non so cosa voglio fare. Sto lavorando e finora mi è riuscito bene tutto. Ok, forse non dovrei auto valutarmi in questo caso, ma anche raccogliendo i feedback in giro, il risultato non cambia. Sono positivi, tutti che io sappia hanno una considerazione molto positiva del sottoscritto. Forse avvrebbero fatto meglio a rimarcare le mie mancaze in questo periodo e invece l'unico vero critico "cattivo" sono solo me stesso. Valuto ad esempio negativo l'ultimo corso di informatica che ho fatto, perchè probabilmente ero troppo stanco e stressato per affrontarlo. E questo mi ha posto una serie di dubbi sull'essere fatto per questo genere di lavoro. Dopo ogni corso portato a termine uscivo davvero spolpato, stanco ed esaurito delle mie energie. Come potevo affrontare di seguito un nuovo corso? La risposta è venuta nell'ultimo corso di cui lamento la mia prestazione. A mio parere ne sono uscito male, i partecipanti seppure soddisfatti della mia competenza, mi hanno visto poco felice. Nelle loro valutazioni mi hanno detto di sorridere un po' di più e fondamentalmete di essere più paziente, di andare con più calma nelle spiegazioni. Ho probabilmente gestito male l'aula. Non che davvero fossi "isterico" durante la lezioni o facessi le cose di fretta, anzi! Ripetevo e ripetevo eppure l'impressione finale è stata quella di non essere andato abbastanza piano con le spiegazioni. Eppure il tutor che mi accompagnava non ha avuto da ridire nulla sulla mia conduzione. Eppure io sentivo che c'era qualcosa che non andava. Oltre a ciò ho lavorato in ufficio, rapporti con la "clientela" rosicati. Niente stress, niente prestazioni sociali da esercitare. Ottimi i risultati anche in questo campo. Mi è piaciuto mettere mano a carte e cartelle, sistemare e risistemare la gestione dei corsi. Un lavoro che mi è stato direi facile, poco impegnativo e dispendioso. Ho esercitato più che altro tempo e pazienza. Di certo nella situazione di segreteria c'è molto meno da mettere sul palco e le mie abilità "sociali" sono limitate ai rapporti con i colleghi. Poco impegnativo, comuqnue renumerativo. E allora perchè tornare in "cattedra"? Dovreste essere questone di passioni e di sentimenti, no? Ed ecco allora spiegato di nuovo il tutto, sempre si ritorna alla mia distanza dai sentimenti, direi problematica anche se forse mi ha salvato tante volte, o mi ha reso una persona migliore agli occhi degli altri. Non è poi di questo che mi lamento ogni tanto? Di essere spesso considerato una persona buona e brava?
E ho parlato solo del lavoro, ma la distanza patologica dai sentimenti coinvolge necessariamente tutte le aree, ma sarà raccontata un'altra volta...

venerdì 22 aprile 2011

Mattanza

Sul cellulare ho salvato un messaggio inviato da mio papà il 14 aprile:
Ciao a Pasqua viene anche il walter a Strigno??
Detto così non dice nulla, ma il pranzo di Pasqua è simile a quello di Natale, vuol dire portare W davanti a tutta la famiglia, nonna, zii e cugini. In assoluto è la prima volta che i miei genitori invitano qualcuno a questo tipo di eventi famigliari. Era successo in effetti che l'avessero invitato alla cena di Natale, ma quello era con i miei genitori, mio fratello, la sua ragazza, la mamma di lei e alcuni amici. E oltretutto i presenti sapevano chi fosse w e sopratutto che io sono gay(be' forse Clemente non lo sapeva, ma credo lo abbia intuito vista la semi reflex che w m'ha regalato). Ma i miei parenti, credo non lo sappia nessuno, magari sospettano, però... caspio! Saremo  al ristorante con la banda al completo e il mio zio prete, tutti intorno alla tavola a mangiare e ci sarà accanto a me pure w! Faccio fatica a immaginare la scena. E devo ancora comunicare il mio cambio di residenza. Mio padre mi ha suggerito di accampare una scusa lavorativa, tipo che su c'è più possibilità di lavoro e per la convivenza si può ben dire che per motivi economici ho preso un'appartamento in due. Ok, non è proprio segno di Pride, però è decisamente un bel passo avanti.
Al lavoro non ci sono nuovi progetti su cui spendere energie,però il clima si è ultimamente accaldato per via degli ILA, che sono dei fondi per corsi di formazione o consulenze rivolte ai lavoratori senza contratto indeterminato. Per potervi accedere però bisogna essere residenti o domiciliati in Trentino. Naturalmente ho da subito ricevuto pressioni e insistenze perchè sfruttassi questa "convenzione" per finanziare il corso di formazione Mef, ovvero un corso che Ismo vende come prodotto. Diciamo che con un certo giro di parole mi è stato intimato di fare questo corso se avevo intenzione di lavorare come formatore. Ci ho pensato parecchio su, stressando i miei colleghi perchè mi dassero i pro e i contro dell'accetare una così "buona" offerta, ma alla fine sono riuscito a intestardirmi e a dire di no. Assurdo? No, sono solo molto sicuro di me e convinto che senza di me a Bolzano non avrebbero alcun'appiglio per raggiugenre i fondi del FSE. Inoltre sono stra stufo di mettermi dietro a un caspio di banco di scuola per imaparare un mestiere! Ho 28 anni per dinci, è ora che impari direttamente con la pratica, poi per uno come me che si è fatto filosofia da quando era in fasce, la pratica è quel che è più importante!
Ad ogni modo, seppure ho declinato l'invito al corso, ho accettato di farmi 15 incontri di consulenza e orientamento con Ismo...