lunedì 2 agosto 2010

AmandoMi

Eccoci. Dopo mesi di testa impegnata sul lavoro e sulla vita in Germania, sono giunto allo stacco. Sono nell'ozio e posso raggruppare i miei pensieri e tirare i nodi della mia vita. Finita la storia con Simone, finito il mio periodo di formazione è ora che pensi davvero a dar cambio al ragazzo e fare entrare l'uomo. E mi è un po' duretta pensando che il 13 parto per Mykonos. Magari ritardo ancora di qualche settimana l'arrivo della pianificazione di come sarà la mia vita da adulto? E questo sabato poi c'è una capatina a Desenzano con Michele. Le intenzioni sono tutte rivolte a trovare un bel localino gay e poi magari passare la nottata in qualche discoteca. Non ho ancora ben capito come Dino si diverta. Intendo, parlandone mi è sembrato che snobbasse la classica discoteca unz-unz e preferisse un qualche palco con musichette alternative. Io invece adoro muovermi da paziente colpito da ictus ad ultimo stadio sopra il cubo! Ho messo, per così dire, in pausa anche la relazione di conoscenza con lui. Oggi torna a casa dei suoi, sarà quindi lontano centinaia di kilometri e non ci vedremo prima del 20 Agosto. Direi che le settimane di distacco saranno sfruttate a dovere per non rimpiangere il non aver goduto appieno il periodo da single utile a superare la storia durata tre anni e passa con Simone. Vediamo, nelle ultime frasi do' per scontato che:
  1. io e Dino faremo coppia
  2. a mia discrezione c'è sempre un bonazzo pronto ad accogliermi 
perché è ovvio che la mia vita sia all'insegna della riuscita. 
Davvero non so perché ho questa convinzione e non ho neppure idea da dove venga. Un po' deve essere colpa dei milanesi per cui lavoro e per i successi che valorizzo oltremodo dentro di me. Sarà il pensiero positivo? sarà una difesa contro il vuoto che mi attanaglia da quando Simone se ne è andato dalla mia vita? sarà che mi sono attorniato da persone con cui sto bene e che stanno bene e non hanno timore a dirmelo? intendo, che sono una brava e bella persona, non che loro stiano bene di per sé. Forse anche quello, non lo so. Sento di nuovo i deliri di onnipotenza, di avere il mondo che ruota e io piccolo passeggero ma con enormi possibilità. Lo so, non durerà ancora per molto. Presto mi ritroverò a fare i conti con un lavoro che non mi assicura una pensione e neppure una certa continuità di guadagno. Sì, perché io lavoro a chiamata, manco fossi un professionista, mentre invece sono un ragazzino che ha appena cominciato ad affacciarsi al mondo del lavoro. Non ho neppure idea se devo aprirmi una partita i.v.a. o se dovevo aprirla già da molto tempo dato che guadagno al mese molto più di 5mila eurozzi. Ok, questa estate mi informo su quello che devo fare per lo Stato italiano... ma non basta pagare già il 20% di quello che prenderei senza tasse? 
E fra due settimane parto per le vacanze! Da quando ho concluso la mia formazione (prima l'università e poi il corso post laurea nelle PMI) son tornato a leggere i miei adorati romanzi e sopratutto ho cominciato a fare delle vacanze! Mai fatte finora, dovevo starmene a fare il cameriere per pagarmi la vita a Verona e mai ho risparmiato abbastanza per godermi dei viaggi fuori porta. Ma dall'inverno dell'anno scorso sto godendo del non essere più un universitario squattrinato! Capodanno ad Amsterdam e ora Ferragosto a Mykonos! Si apre una nuova era, una nuova fase della mia vita! Benvenuta!!!

giovedì 29 luglio 2010

Simpatetico?

Mi sento preoccupato di come sto gestendo la situazione con Dino. Voglio dire, venerdì scorso ci siamo trovati bene insieme, a parlare e a farci le coccole. Abbiamo pure provato a fare qualcosa di più, ma il mio pennello dentro la plastica sembra che si senta un po' imbarazzato. In questi giorni mi sono pure allenato alla masturbazione indossando il guanto giusto per confutare il fatto che non fosse solo una questione di abitudine. La masturbazione è venuta bene. Sarà qualcos'altro? Non vorrei spararmi la storiella che esco da una lunga relazione e che sono ancora legato emotivamente con Simone. Forse Dino non è fisicamente il tipico ragazzo che avrei avvicinato, quello che quando lo vedo al bar lo punto, mi avvicino, gli dico qualche frase diretta e lusinghiera e poi si combina qualcosa a casa mia o a casa sua. Sì, per quanto la maggior parte dei gay mi odi per questo, in giro c'è la possibilità di approcciare qualcuno pur non sapendo al 100% che quello è gay. Io mi butto e quando lo faccio raramente me ne vado a bocca asciutta e le volte che è capitato è perché in fondo non lo volevo davvero. Manie di grandezza? E chissene.
Tornando al discorso principale. Ho un sacco di dubbi in testa sul rapporto tra me e Dino. In giro si dice che se uno ti piace non ci si dovrebbero fare certe domande, io però me le faccio lo stesso. Dino, lo ripeto, esteticamente non è il mio tipo. A me piacciono i ragazzi che si curano un po', con la vita fine, che hanno quel volto da fanciulletto ingenuo. Dino invece è piuttosto tozzo. Non è grasso, o almeno non mi è sembrato eccessivamente grasso. Grosso, sì. La pancia più che spuntare fuori, si allarga. Ha i capelli arruffati, ricci e ribelli, neanche lunghi. Si potrebbe dire il classico ragazzo che cade nella categoria dei comunisti. Un po' trasandato, ha un fare da panda sbadato. Fisicamente non rispecchia il mio classico tipo. D'altronde sono stufo di buttarmi in qualcuno senza neanche conoscerlo, che poi scopro essere uno spacciatore, o essere stato in galera per aver stuprato la madre, o vicino ad essere messo in comunità e sul pendio del suicidio. Finora puntavo, ci andavo a letto lo stesso giorno e poi vedevo se riuscivo a tenermeli vicino. Magari è pure giunto il momento di fare le cose in maniera più seria. Magari prima di portarmelo a letto vedo se è in grado di mettere in fila quattro pensieri in ordine logico e non sparso. Magari è ora che invece di ascoltare, anzi, farmi portare dall'omino qui in basso, mi faccia guidare un po' dai piedi. Intendo che magari essere un po' più obiettivi e valutare con chi possa avere delle chance reali di avere una storia seria, non sarebbe affatto una cattiva idea. Il problema è che non ci sono affatto abituato e quindi mi sorgono un sacco di dubbi.
Lo sapevo che a forza di fare il superficiale un po' mi lasciavo condizionare e lo diventavo!
Con Dino mi trovo bene. Siamo usciti dal vivo solo una volta, in cui ho finito per dormire a casa sua e oltre a farci le coccole, abbiamo parecchio parlato. Mi piace, lo trovo simpatico e alla mano. Semplice e abbastanza diverso da mantenere il mio interesse. Ho tanta voglia di passare più tempo con lui, di conoscerlo e vedere com'è.

mercoledì 21 luglio 2010

S'alza il vento

Questo non è caldo, è un aria che soffoca. Ieri mi ha chiamato Simone. Si è fatto sentire e il mio cervello si è sentito d'un tratto nella completa confusione. Era ubriaco e andato, mi dice che ha ancora dei dvd miei e che vuole ridarmeli. Rimango in silenzio. Mi parla come se fossimo amici, come se non ci fosse niente di anormale. Ha già voltato pagina e l'ha fatto in fretta. Capisce il mio disagio, gli dico che per me è ancora presto, che se solo lo vedessi non potrei fare a meno di volergli bene e che con lui non posso fare altro. Mi rifaccio per come l'ho trattato l'ultima volta. Mi dice che sta con una cubista, ché si è innamorato. Gli dico che non gli credo e che farebbe bene a non dirmi queste cose che mi fanno incazzare. Gli dico che se proprio sta con una cubista, non è di certo perché ne è innamorato, ma perché lo rifornisce di droga ed è talmente fatta pure lei che non richiede neppure attenzioni sessuali. Mi risponde che lo conosco e ridendo mi dice che è proprio così. Magra consolazione, ma in realtà se me ne importa è solo per orgoglio. Mi vuole assicurare che appena esce Guild Wars2 lui ci sarà e che gli piacerebbe giocare con me, che con me si diverte e che appena avrà di nuovo internet spera di vedermi connesso su GW per fare qualche dominazione. Gli ripeto che ci proverò, ma che per me è ancora difficile. Faccio la Drama Queen.
Nel fine settimana appena passato, sono giunto alla conclusione che devo smettere con gli abbordaggi istintuali, che anche se vanno a buon fine, inevitabilmente questi sono gentaglia con storie da carcerati o maniaci depressivi, alcolisti, sensi d'inferiorità e chi più ne ha  più ne metta. Mi interessano i problematici, che hanno vissuto situazioni quasi estreme, perché son convinto che abbiano toccato la vita molto più degli altri, che abbiano sentito la realtà, quella dura, senza fiocchetti e ruoli sociali preconfezionati. Ma poi sono loro quelli sbagliati per me, stavolta quindi voglio provare a cambiare approccio. Dato che non sono in grado di tenermi fuori dagli incasinati quando ne vedo uno, ho bisogno di un muretto protettivo. E allora torniamo alle fottutissime chat. Ricordo che l'esperienza passata durò soltanto per un incontro. Venerdì ho già fissato un incontro con un ragazzo. Mi sembra simpatico, parla tanto, ma ci troviamo bene. Vorrei proprio riuscire a scegliere la persona senza la superficialità dell'immagine. Certo, senza esagerazioni. Le foto ad ogni modo son sempre una bufala, voglio dire, faccia buona, il corpo si vede solo in un giaccone invernale, ci chatti e lo trovi interessante e simpatico, pure intelligente. Quindi lo incontri e già il giorno prima ti avvisa che è più "grande" di te, nonostante abbiate al stessa età... staremo a vedere...

sabato 17 luglio 2010

Welcome new Century

Nel post precedente sono stato molto gentile nei miei confronti. Ho dato l'impressione si essere stato molto tranquillo con Simone al telefono, ma non è stato così. Sono stato cattivo e crudele. Gli ho dato del codardo e ho cercato di farlo sentire in colpa per la sua situazione, che non è pesata solo su di lui ma anche sulle persone a lui vicine. Che ormai mi andava bene qualunque sua decisione, perché ormai ero stanco e senza forze. E mentre lui mi ripeteva di avermi voluto davvero bene("la persona a cui ha voluto più bene"), io rimanevo atono, freddo. Non gli ho affatto detto che lo amo, che gli ho voluto bene e quant'altro. E quando al telefono mi ha salutato ripetendomi "ciao" milioni di volte io rispondevo solo con un incurante "sì".
No, le storie d'amore e la vita in generale è fatta molto più di cose non dette e confuse, non vi è come nei film una trama chiara e definita, i sentimenti non sono delineati dalle parole. La vita ha tutta la consistenza del pensiero, non della parola. Continuo a sperare che nonostante la telefonata, lui non abbia dubbi sui miei sentimenti. Avrei sollievo a sapere che un po' mi pensa, io lo faccio ogni giorno. Ripeto nella mia testa "Simone ti amo", come se in questo modo potessi alleviare le mie colpe. Sì, mi sento un po' in colpa per come l'ho trattato, ma ancora di più per come mi sto comportando da dopo che abbiamo chiuso. In Germania ho sofferto, ma tornato a casa non ho fatto altro che buttarmi nel lavoro e nel divertimento. Nel mio tempo libero mi sento felice, mi sento più integro, meno appesantito.
Assaporo in maniera diversa quello che faccio, anche con i miei amici. O forse è solo una mia impressione.
Sabato scorso dopo aver partecipato alla festa in paese dei Porteghi, sono andato con Michele in Piazza Venezia, lì la notte diventa un luogo di batuage(non so se si scriva così). Cinque minuti ed ero addossato ad un muro con un ragazzo di cui non capivo bene che faccia avesse, perché quando bevo un po' la realtà mi lascia solo la sua impressione, libera dai contorni, sento tutto più indistinto, ma sento bene il mio corpo e il mio cuore, i miei desideri e le mie energie. Ero con questo ragazzo a ravanargli la bocca e nella pausa tra un bacio e l'altro lo guardavo dritto negli occhi contenti e gli sorridevo. Sembrava stupito e sognante, appagato per il solo fatto di stare tra le mie braccia. Mi sentivo bene. Entrambi attivi, non avevo neppure alcuna intenzione di portarmi oltre a una grossa palpata e l'assaporare il suo cazzo. Lui ha mimato un approccio da dominante, ma con me non funziona soltanto volerlo. Oltretutto non avendolo mai fatto prima, ogni tentativo è destinato miseramente a fallire. Ci siamo spostati, mi ha portati più dentro la piazza, più vicino alla strade del centro dove sfrecciano le macchine, lì ci siamo sdraiati, buttati con foga nell'erba, a toglierci i vestiti e a cercare con la bocca il cazzo dell'altro. I pantaloni corti dell'estate sono scesi subito. Ma io preferivo averlo davanti a me, riuscire a guardarlo in faccia e baciarlo per vedere di nuovo i suoi occhi e il sorriso e i complimenti che rivolgeva al mio corpo. Mi ha rivoltato a faccia a terra, ha provato ancora, poi si è accontentato di sfregarmi la cappella sul mio culo. Mi è piaciuto e devo aver fatto un po' di casino. Alla fine si è alzato e io sono rimasto seduto a pigliarlo un po' in bocca. Alla fine se l'è menato per un po' ed è venuto. Non so dove, fuori, da qualche parte. Io non ho concluso, non m'importava, mi ha aiutato ad alzarmi e abbracciati e baciandoci ancora siamo andati a cercare Michele. Ce lo vediamo venire incontro agitato, ci dice che è arrivata la pula e che vuole andarsene via in fretta perché ha paura. Saluto il tizio che vuole lasciarmi il numero, ma gli dico che ci vedremo in giro. Michele mi dice che sono stato con un marocchino, mentre io ero convinto che fosse bianco e albanese. Avrà ragione lui.
E domenica siamo stati al lago di Garda. Magnifico posto, mi sono sentito in vacanza, a Portocervo, anche se non ci sono mai stato. Quei tetti rossi, visti dalla strada in alto, mentre scendevamo con in là il lago immenso, che sembrava un mare accolto dalle montagne. Un'immagine fantastica. Bello, mi son sentito bene. Tutto il giorno in qualche metro di spiaggia rocciosa e la sera in giro per Malcesine, bella città, buona la pizza. Sono stato bene.
E questa settimana deve ancora finire, ma all'aperitivo per la festa di compleanno di mio fratello ho scambiato qualche battuta con un'altro ragazzo, Ramiro, biondino e con capello corto e ribelle. Un bel ragazzo, peccato che si arrivato verso la fine. Ho dovuto solo guardarlo per avvicinarlo e in fretta dirgli che speravo di rivederlo presto, lui mi ha sorriso dicendomi che gli avrebbe fatto piacere. Non ci scambiamo i numeri, gli dico se passa per quel bar spesso e lui mi risponde di sì e quindi che contavo di rivederlo. Mi sorride e mi saluta ancora mentre gli altri mi portano via, perché domani si lavora(non io). Il giorno dopo chiedo a mio fratello se sa qualcosa di più di questo Ramiro e lui mi dice che è stato dentro perché ha fatto il fattorino di coca per la Trento bene. Una merda, neeext!

lunedì 28 giugno 2010

Anime Perse

Ci siamo, il periodo è finito. Si torna presto a casa, in Italia. Niente lavori fissi, lunedì comincio un corso di 100 ore a Cles. Vengo pagato bene, sei ore al giorno, dal lunedì al giovedì. Una settimana fa avevo pensato, romanticamente pensato, di stare per il periodo di docenza a casa di Simone. Faccio troppi pensieri romantici e succede sempre che queste mie scene mentali vengano deluse e negate. Così m'incupisco e m'incazzo. Sono anche senza forze per sopportare l'intera situazione, a prendere decisioni, a cercare di rincorrere e accalappiare, a trattenere per il colletto ogni speranza e trascinarla per dei momenti paradisiaci. Ma che non sono sufficienti, non sono abbastanza, anche perchè vengono troppo tardi, forse. Possibile sia stata tutta una conseguenza alla mia partenza per la Germania? Volevo in effetti che questa distanza e questo tempo di tre mesi potesse mettere un pesante paletto con il passato, la fine di una condizione instabile, che si creasse quello stacco necessario perché si cominciasse a vivere la storia finalmente come la volevo io. Un amore equilibrato, con delle reali premesse per un futuro insieme. E invece... ma tanto tutti se lo aspettavano, tutti lo sapevano e forse ora saranno contenti e soddisfatti. Ha fatto una scelta e mi ha chiamato. Gli ho risposto, lui mi dice che è meglio troncare la storia. È una filastrocca che ho già sentito. Ma io non ho le forze per mettermi a controbattere e poi non c'è più nulla, non c'è una ragione perché il mio progetto sia meglio del suo. Non rimane più molto tempo. Lui ha deciso. Se deve finire vuole bruciarsi fino alla fine. Rimanere solo cenere bianca. Niente io e lui, magari in una stanza di ospedale, niente ultime settimane, ultimi giorni, ultime ore. Niente più romantiche tenerezze, niente più amore, niente più calore tra noi, o intimità. No, meglio bacco, l'oppio, l'assenzio. Che valore ha l'amore, che forza? Viene sistematicamente schiacciato da queste cose. Quale forza? Quale bene? Per amore... niente. Non c'è niente.
Mi ha chiesto se mi andava bene. Gli ho risposto che la mia opinione non ha alcuna importanza, non ha neppure senso chiedermelo. Non ho più le forze per convincerti o per discutere. Qualunque sia la tua scelta, a me sta bene. Capisco che hai paura e sei disperato, e davanti a questa situazione non scegli di divertirti, ma di ritirarti cercando di scappare. Non riesci neanche tu a sopportare tutto questo. E io sono senza forze. “Ti ho voluto davvero bene e ti auguro di essere felice”, dovrei ringraziarti? Simone questa volta è finita sul serio, ti ho detto che per me e per te non dobbiamo più sentirci. Non possiamo stare insieme in nessun senso, perché non posso starti accanto senza provare tutti i desideri di questo mondo. Perché non posso fare altro che amarti in questo mondo. E non posso permettermi neanche di lasciarti senza rabbia, senza essere arrabbiato con te e la tua scelta. Io non posso proprio, perché se rimango con l'idea di volerti ancora bene, se dovessi ancora pensare che tu sei una persona buona, una persona bella, non potrei fare a meno di idolatrarti, di amarti e di comportarmi di conseguenza. Di appoggiarti e di starti accanto in qualunque modo.

martedì 15 giugno 2010

Partecipo

Ci provo, a scrivere. Sento le dita molli sulla seconda falange, mentre le estremità sono anestetizzate. M'impossessa una stanchezza indecisa, senza forze per farmi chiudere gli occhi e dormire. Non voglio dormire, voglio lasciare il cervello andare, perché sono convinto che stia elaborando qualcosa. Da qualche parte il mio spirito sta rispondendo a quello che oggi sta succedendo. Il mio cuore tace, aiutato dal mio silenzio e dal fare finta di nulla. Esiste un blocco in me, un vero interruttore delle emozioni. Verso il dolore e la sofferenza, mia, quella propria, quella che dovrei provare non per empatica affezione, la sofferenza che parte da me. Mi dà l'impressione di non avere un cuore, di non avere uno spirito. Dove si nasconde? Riesce ad emozionarsi per l'amore, per i ricordo, per un sorriso, per un piccolo strappo di cielo azzurro, ma il dolore della perdita, la sofferenza mi lascia solo una pianura deserta, senza prati, un campo sconfinato e silente. Dove sta la disperazione? Si fa presente solo quando devo sceneggiarla? Mi preoccupo di come, prima o poi, si riverserà nella mia vita, mi chiedo in che modo. Forse una sera, come è già successo a Verona, ascoltando una canzone d'amore, scoppierò in lacrime e non riuscirò più a fermarmi, magari facendo un tragitto con il treno comincerà un attacco di panico che non riuscirò a marginare. Nevrotico e isterico. Sicuramente ci sono energie ora in me che circolano e che stanno impazzendo, trottole in qualche buco, vicolo, nascondiglio dentro di me. L'amore, è una parola che mi sembra l'inizio di un'insulto. Oh, sì, comincia il totale spegnimento, l'alienazione a questo mondo, la sospensione a ciò che sto facendo a ciò che ho attorno. Potrei sentire il sangue che si riversa pompato nel mio cuore, da un ventricolo all'altro, scaldandomi qui sopra a sinistra.
Ora calerò la testa e chiuderò gli occhi concentrandomi sul pensiero vuoto, mi allenerò a spegnere ogni attività di comprensione, affievolirò i ponti di comunicazione verso l'esterno.

sabato 12 giugno 2010

Camping


Ho risentito in questi giorni Simone ed è inutile ripeterlo, ma di quell'uomo sono  completamente perso, se ne esce con certe idee che per me sono impensabili, ma che lui le rende del tutto realizzabili. St'estate che vuole fare? Andare a fare il pescatore! Ah ah ah ah ah! Lo trovo fantastico. Non è un'idea assurda? Per me sono idee che ho solo paura a prendere in considerazione, mentre lui ha la faccia tosta di realizzarle pure! Trovo fantastica la sua semplicità. Ha già cominciato in realtà. Ha trovato un posto vicino a Ferrara dove pescare e poi vendere il pesce. Quando torno in Italia ci vedremo, poi lui desidera che lo raggiunga per i mesi di luglio ed agosto. Io non avrei mai avuto il coraggio di prendere baracca e burattini e via, levare le tende, mentre invece è proprio una cosa da fare. Voglio dire, io parlo parlo, ma quanto aspetto prima di realizzare certi progetti? Sto sempre lì a calcolare, ad essere stra-prudente, affinché riesca ad annullare qualsiasi rischio, mentre si sa che per ogni vera avventura, ogni grande impresa, ci si deve sobbarcare anche il peso del rischio. Io per queste sue "imprudenze" lo ammiro tantissimo, probabilmente lo amo anche per questo. Io e Simone per certi versi siamo molto diversi e per questo ogni tanto succede che per me(calcolatore e bisognoso di ogni certezza immaginabile e possibile di riuscita, pena altrimenti l'ansia e l'isterismo) la storia prenda tratti fatalistici. Con questo non nascondo le mie perplessità e difficoltà che ci possono essere nella mia relazione con lui, però... sono prontissimo ad appoggiare questi suoi piani, perché davvero io queste cose le sogno soltanto e forse un po' per codardia non mi ci metto neanche a provare a realizzarle. Ma Simone, invece... a pensarci mi vien da ridere, ma perché no? Ad ogni modo, non me ne starò li fermo a non fare nulla, pensavo che forse potrei vedere com'è la situazione e con un po' di immaginazione mi chiedo se non potrei trovare un lavoro da quelle parti. E se trovassi pure appartamento? Da Trento a Ferrara, l'idea non mi dispiace. 
Intanto quelli con cui ho lavorato come docente, co-docente e tutor mi hanno ricontattato chiedendomi se era tutto a posto, che sto facendo e quando torno che mi vogliono vedere. Direi che è positivo questo loro continuo "monitorare" la mia situazione. Sempre lavorando d'immaginazione, mettendo il caso mi proponessero un lavoro, spero che comunque si allineasse sempre come collaborazione, perché decidere di restarmene a Trento per il mio futuro... mi sentirei ingabbiato! Bhà, chissà che mi prospetta il domani, spero solo di non avere troppi rimorsi per scelte fatte e sopratutto di tenere alta la mia dignità(e finora dormo sogni tranquilli). 


P.S.= anche se credo che un lavoro davvero normale Simone non lo troverà mai, è sempre riuscito a inventarsi qualcosa. Unconventional People mi sa che gli si addice, certo è un po' stressante ogni tanto come situazione, sia per lui che per me, però... non mi è ancora molto chiaro quanto sarei felice se lui fosse una persona normale e tranquilla, forse non m'interesserebbe, ché ho forti dubbi di avere come obiettivo quello di rendergli "normale" la sua condotta di vita, forse è possibile vivere pure così, o perlomeno finora sembra funzionare, più o meno...